Il Territorio del Comune di Torchiara

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Il Territorio del Comune di Torchiara

Torchiara appartiene alla provincia di Salerno e dista 60 chilometri da Salerno, capoluogo della omonima provincia. Torchiara conta 1.525 abitanti (Torchiaresi) e ha una superficie di 8,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 183,73 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 360 metri sopra il livello del mare. Il territorio comunale di Torchiara confina a nord-ovest con Agropoli ed a nord-est con Prignano Cilento, ad ovest con Castellabate, a sud-ovest con Laureana Cilento, a sud con Lustra ed ad sud-est con Rutino. Esso comprende inoltre le frazioni di S.Antuono e Copersito. Il territorio del comune risulta compreso tra i 19 e i 510 metri sul livello del mare. La posizione del territorio del Comune di Torchiara, in collina , lievemente a ridosso della fascia costiera, prospetta con una meravigliosa vista panoramica verso il mare e sul golfo di Salerno, su Agropoli e Paestum, sulla divina costiera amalfitana e sull’isola di Capri.

Per oltre quarant’anni la locale Banca di Credito Cooperativo ha conservato l’originaria denominazione di Cassa Rurale ed Artigiana di Copersito, dicitura che evidenziava la provenienza di un nutrito numero di soci fondatori e promotori dell’importante iniziativa socio-economico che ha sostanzialmente cambiato il volto della piccola frazione, un tempo costituita prevalentemente da locande, denominata Sant’Antuono dal nome del santo patrono di un’antica  cappella sita nella piazza in cui si svolgeva il tradizionale mercatiello  del mercoledì: attualmente è in costruzione una chiesa di notevoli proporzioni davanti alla quale è già stata collocata la statua del santo cui è dedicata. Grazie alle svariate iniziative di una frate, divenuto cilentano da più di mezzo secolo,  numerose edicole religiose sono disseminate nel territorio parrocchiale che riunisce le frazioni di Sant’Antuono e di Copersito, dove si trovano anche due case di accoglienza per anziani.

Il comune di Torchiara ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.360 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 1.525 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 12,13%.

La prima impressione di un turista dell’800, il reverendo e pubblicista scozzese Craufort Tait Ramage  che, secondo una moda ben radicata tra la gente colta d’Europa, faceva il classico viaggio in Italia, fu:“M’incamminai per la montagna in direzione di Torchiara, distante circa quattro miglia. Via via che procedevo lungo un sentiero sassoso la località appariva sempre più desolata e impervia. La prima cosa che vidi nell’entrare a Torchiara fu una grande chiesa, un edificio imponente”

Questa antichissima chiesa, citata in un documento del 1100, ha davvero un aspetto imponente nel suo superbo isolamento all’estremità del paese, e la si vede stagliarsi solitaria quando si sale a Torchiara dalla strada interpoderale che con rapido e ripido percorso la collega ad Agropoli.

Parimenti antichissimo il primo toponimo indicante la località, Trocclara, che compare in un  documento molto importante per il Cilento, l’atto di concordia stipulato nell’anno 1100 tra Pietro, l’abate di Salerno, e Alfano, il vescovo di Paestum. Nel citare questo, altri studiosi  propongono l’etimologia: Turris Clara, nel senso di località famosa per la sua torre. Altri forniscono poi etimologie più fantasiose: una collegata ai Turchi  ed un’altra per evocazione del torchio.

Si favoleggia molto su sette fantomatiche torri di cui parla l’arciprete Angelo Vecchio in una sua cronaca parrocchiale redatta nel 1772. Ma torri vere e proprie non ce ne sono né si conosce l’ubicazione di eventuali ruderi. Esse sarebbero state costruite dai primi abitanti della contrada, possibili esuli di Agropoli o di Pasetum ricacciati sui crinali delle colline dalle incursioni dei pirati; pertanto la necessità di munire il villaggio di torri strategicamente situate in zone di avvistamento dei nemici è plausibile. Una delle torri era sicuramente la chiesa madre, come un “forte inespugnabile castello", poichè doveva difendere i Torchiaresi "dalli nemici invisibili, ma ancora dalli visibili".

La storia della piccola comunità di Torchiara s’inscrive nella tipologia degli eventi coinvolgenti tutta la Baronia del Cilento con i frequenti passaggi di proprietà da un feudatario all’altro. Nel 1535 l'ultimo principe di Salerno, Ferrante Sanseverino, vendette questo feudo per ducati 5500 a Francesco De Ruggiero di Salerno. Il feudo rimase ai De Ruggiero, attraverso i discendenti, fino al 1598 quando, insieme con quello vicino di Copersito, fu venduto a Marfisia del Vecchio, moglie di Alessandro De Conciliis:  rimase in possesso dei baroni De Conciliis nei secoli seguenti fino agli inizi del 1800.Nel XIX secolo Torchiara ha dato il suo contributo ai moti insurrezionali che cercavano di sbalzare dai loro troni i grandi, medi e piccoli monarchi per creare l’unità d’Italia. Si distinsero Gian Battista Riccio e i fratelli Angelo e Carlo Pavove, animatori della rivolta locale e collegati con i liberali di tutto il Cilento: una lapide collocata nella frazione Sant’Antuono un secolo dopo l’evento storico ricorda il luogo del raduno della colonna di rivoltosi che, al comando di Angelo Pavone, doveva congiungersi alle altre a Vallo della Lucania. Tutta la vicenda era votata all’insuccesso però essa restò nella memoria popolare come evento di ampia portata se ancora nel secolo scorso un tal Cola ‘o paccio cantava nelle fiere questi versi altisonanti: “Si vuó sapé quanno se muvìa la nazione, foie li ricessetti re jennaro, primo tenende Minico Picone, ronn’Angilo Pavone lu generale”. Nel 1848 Torchiara fu considerata dalle autorità “covo dell'insurrezione” tanto che fu allestita una nave per portare ad Agropoli un battaglione di soldati con il compito di "porre a dovere il circondario di Torchiara". Un funzionario borbonico riferiva che "la principale riunione dei rivoltosi era la taverna di Sant'Antuono".

Torchiara ebbe per circa un secolo un prestigioso ruolo amministrativo. Nel 1807, con l’introduzione anche dalle nostre parti del codice napoleonico, il decaduto Regno delle Due Sicilie fu frazionato in dieci province suddivise in circondari, strutture di carattere territoriale intermediarie tra il capoluogo di Provincia e i singoli comuni. Per la sua centralità territoriale a Torchiara fu affidato il ruolo di capoluogo del circondario che riuniva Agropoli, il comune più piccolo, Prignano, Cicerale, Lauriano, Rutino e Ogliastro. Con l’abolizione dei circondari, declina il ruolo amministrativo di Torchiara e via via nel corso degli anni si assiste al trasferimento dei vari uffici in altre località, la Pretura a Vallo della Lucania (con conseguente chiusura dei locali del carcere), l’Ufficio del Registro ad Agropoli.

Il paese era ed è diviso in due parti, una Soprana ed una Sottana. I vari toponimi si riferiscono ai proprietari locali (Li Pavoni, Li Gaifieri, Li Ciota, Li Galvani, Li Vacchiani, etc.) o alla località (la Croce, le Case bianche, il Serrone). I quartieri più popolati erano: Anzilia, li Rizzi e il Casale.

I caratteristici centri storici di Torchiara e Copersito propongono tipologie edilizie tipiche varie dall’ architettura rurale minore agli edifici nobiliari del XVII-XVIII sec.d.C. ed edifici religiosi del XII sec.d.C., ricchi di elementi architettonici e decorativi, e contenenti importanti opere d’arte.

Tra questi prestigiosi edifici ricordiamo in particolare per Torchiara: il Palazzo Pavone ed il Palazzo Torre (XVIII sec.d.C.) all’estremità ovest, la Chiesa del SS.Salvatore (XII sec.d.C.) e Torre Mangoni (XVIII sec.d.C.) all’estremità est, la Chiesa di S.Bernardino (XV sec.d.C.) ed il Palazzo Baronale De Conciliis (XVI sec.d.C.) nella parte posta più a sud; mentre per Copersito: il Palazzo De Vita, il Palazzo Albini (XVII-XVIII sec.d.C.), il Palazzo Mangoni ed il Palazzo Siniscalchi all’estremità sud-est, la Chiesa di S.Barbara ed il Palazzo De Feo (XVI sec.d.C.) nella zona centrale, il Palazzo De Vita e la Cappella di S.Giuseppe (XV sec.d.C.) all’estremità nord-ovest.

La Chiesa del SS.Salvatore a Torchiara, risalente al 1100, è costituita da tre navate, lungo le quali, inserite in nicchie adornate di stucchi, accanto a statue in legno o gesso di fattura recente, sono statue e busti lignei, riferibili al XVII e XVIII secolo. Un tempo nell'abside della chiesa era collocato un importante polittico composto nel registro inferiore da una tavola centrale raffigurante la Madonna con Bambino e S. Giovannino, ai lati Santa Caterina d'Alessandria e Santa Maria Maddalena, e nel registro superiore da una tavola centrale con la Trasfigurazione e ai lati S.Pietro e S. Paolo, oggi esposto nel museo diocesano di Vallo della Lucania. La tavola, datata 1577, è attribuita a Marco Pino da Siena. L’importanza dei centri storici di Torchiara e Copersito è riconoscibile quindi sotto diversi aspetti: la conformazione dei tessuti urbani storici di matrice alto-medioevale, la presenza della tipica architettura rurale cilentana con i relativi elementi che la caratterizzano, della pregevole architettura dei palazzi nobiliari e degli edifici religiosi, delle importanti opere d’arte tardo-medioevali e rinascimentali, ed infine la presenza di una natura autoctona ed incontaminata che fa da cornice a tutto ciò.